mercoledì 14 novembre 2012

Tinkering workshop - elettricità, giocattoli e gran finale

Con un po' di ritardo ecco che postiamo il gran finale del nostro workshop di aggiornamento professionale con gli esperti dell'Exploratorium di San Francisco.

Prima abbiamo abbiamo lavorato tutti assieme sui circuiti elettrici e gli elementi meccanici che fanno muovere le cose.

Abbiamo pasticciato un po' con pile, cavi, lampadine, buzzer e interruttori...



Poi abbiamo smontato dei giocattoli meccanici...



Per costruirne di nuovi...



E infine abbiamo lavorato per un pomeriggio intero e una mattina alla costruzione della nostra grande catena a reazione!


Nella Sala Colonne, i tavoli disposti a biscia e ricoperti dai nostri "accrocchi" facevano un effetto bellissimo.














Una coppia ha costruito un "interruttore caotico" in cui una pallina di acciaio dentro una molla agitata faceva contatto attivando casualmente dei motorini.



Un gruppetto si è dato a macchine per salutare.


Un altro ha deciso di voler aggiungere un po' di suono al lavoro di gruppo e ha costruito un sistema a scoppio (la pallina cade quando un ago mosso da un motorino fa scoppiare il palloncino).


C'è chi ha usato rampe...

 E chi si è pazientemente affidato all'"effetto domino".



Tutto sembra molto complicato, ma in realtà ciascun gruppetto ha lavorato al suo pezzettino e alla fine abbiamo ottenuto tutti assieme un risultato bellissimo e di una complessità meravigliosa.

Se volete vedere la nostra grande macchina in azione, eccola qui - sul blog dei nostri colleghi dell'Exploratorium!

martedì 6 novembre 2012

Officina del volo

Giovedì e venerdì il museo è rimasto aperto tutto il giorno con orario lungo ( 9.30-18.30 ) come di sabato e domenica in occasione della festa di Ognissanti ( 1 novembre ) e di tutti i morti ( 2 novembre ). Il programma delle attività per il pubblico è stato molto fitto ( meno male perché sono entrate in museo più di 2000 persone al giorno ) e vario. In questa occasione ho provato un'attività sul tema del volo, argomento che da sempre affascina adulti, bambini, nonni e ragazzi.

Ho proposto di lavorare con aeroplanini di carta i cosiddetti aerogami. Gli aeroplanini di carta piacciono a tutti, sia costruirli che lanciarli, e danno la possibilità di fare molte considerazioni sulle cose che influiscono nel volo come ad esempio il peso, la simmetria, le proporzioni, l'angolazione della ali, il tipo di lancio, eccetera eccetera. Sembra che fin dagli anni '30 del 900, gli ingegneri aeronautici abbiano usato aeroplanini di carta come prova, così da poter scoprire nuove idee per far volare gli aerei veri!

Così è nata "Officina del Volo", uno spazio dove costruire, lanciare, controllare e mettere a punto il proprio oggetto volante.
 Insieme a me ha lavorato Michela, preziosissima per i suoi consigli, la sua precisione, le sue considerazioni da laureata in fisica quale io non sono e la sua esperienza in quasi tutti i laboratori del museo e con pubblici di ogni età.


Questa attività si è svolta all'interno del padiglione aereo-navale dove c'è uno spazio abbastanza grande ( 15 x 11  metri) per sistemare tavoli dove costruire e un'area di lancio dove provare il proprio modellino.




 All'interno dell'officina siamo riuscite a ospitare 25 ( max 30 persone ) contemporaneamente; l'attività è stata a ciclo continuo, ciò significa che l'officina era sempre aperta (tranne per la pausa pranzo) e che i visitatori una volta entrati potevano decidere liberamente quanto rimanere.

Ad ogni gruppo che entrava presentavamo lo spazio e chiedevamo di sedersi ai tavoli  per provare a costruire liberamente con i materiali a disposizione  un aeroplanino.

Una volta costruito avevano inizio le prove di volo...e qui entravamo in scena io e Michela che con pochi consigli guidavamo le persone all'osservazione e alla messa a punto del proprio aeroplanino perché riuscisse a volare senza avvitarsi, senza schiantarsi a terra dopo pochi metri e riuscisse a cambiare direzione o a compiere altre evoluzioni in aria.


In questa foto si vedono i materiali a disposizione: fogli A4, forbici, colla, scotch,pinzatrici, matite, pennarelli, piumette, bottoni, stecchette di legno, cannucce, carta crespa e blocchetti di alluminio per aiutarsi a realizzare le pieghe più difficili.Ci siamo ben presto accorte che è necessario fare una selezione del materiale molto più accurata.




E' stato sorprendente vedere come una richiesta all'apparenza semplice e banale ( io pensavo che un aereo di carta lo sapessero fare tutti )  abbia messo in difficoltà tante persone. Per andare in aiuto di questi visitatori, abbiamo aggiunto ai materiali sui tavoli alcuni modelli molto semplici fatti da noi, che potevano essere copiati, studiati nelle pieghe e poi rifatti e volendo decorati ed, altri modelli che suscitassero curiosità.

                                                                                                
 







 Superati i primi indugi, arresi al fatto che nessuno avrebbe insegnato loro a realizzare aerei di carta, i visitatori si sono messi in gioco riuscendo quasi tutti a realizzare qualcosa in grado di volare.




 Ecco alcuni esempi:

aerei di famiglia                                                                                          3 in 1







       
con la coda

                                                       

          
    il preferito dai 25 ai 45 anni                                                                    la colomba


il semplice                                                                      
                                                                                                                  il preciso








                                       
cilindro col tutù                                                                        felice svolazzante


          

                           




                                              con alettoni e stabilizzatori per il controllo di volo


La fase di lancio è stata quella che ci ha coinvolto di più nella relazione coi visitatori ed è stata anche quella più divertente per me; quasi tutti gli aeroplanini al primo lancio si son schiantati a terra, tutti hanno dovuto fare delle modifiche e ogni modellino aveva i suoi problemi specifici legati sia alla forma che al modo di lanciare.

Non siamo riuscite a fare dei video, la per la prossima volta vorrei tentare.

Abbiamo potuto notare che ci sono delle cose che ricorrono: tutti tendono a lanciare con troppa forza l'aeroplanino, le ali vengoni quasi sempre realizzate troppo piccole, non si dà molta importanza al bilanciamento dei pesi ( anche il peso dei punti metallici della pinzatrice influiscono sul volo ), gli adulti si divertono più dei bambini.
molti dettagli sono da risistemare ma l'Officina del Volo riaprirà al più presto. vi farò sapere come evolve.

venerdì 26 ottobre 2012

Tinkering al museo!

Ieri è iniziato il lavoro con Lianna, Ryoko, Luigi e Ryan del Tinkering Studio dell'Exploratorium di San Francisco. Oggi e domani saremo ancora all'opera. Loro sono più veloci di noi e hanno già postato una prima impressione e alcune foto: le trovate qui.

Nostre impressioni.

San Francisco-Perugia: relazioni internazionali fra Ryoko e Enrico

Giulia, Pasqua e la scribbling machine

tracce da esseri sconosciuti

 eccoli schierati, pronti all'invasione! e ci avevano già provato altre volte

Toys: per il momento tutto è tranquillo ...

... ma presto entrano in azione i bisturi!

 e la fine è una nuova rinascita

un'altra partenza: per uno spettacolo di suoni e luci! 






lunedì 15 ottobre 2012

Volevi la bicicletta?

Ieri a Milano era una domenica senz'auto, cioè con divieto alle auto di circolare dalle 10 alle 18. Abbiamo realizzato un'attività speciale sulla bicicletta, inserita in una serie di laboratori per i visitatori dedicati a Scienza e sport (così completiamo la sperimentazione sull'argomento dopo aver provato un campus estivo e un corso per insegnanti).
Abbiamo preparato una serie di zone, ciascuna con un'attività: non c'era un percorso fissato, siamo partiti dall'osservazione di una bicicletta e dalle osservazioni dei visitatori, che ci guidavano verso l'una o l'altra delle attività: per esempio, se un visitatore indicava come molto importante il cambio allora proponevamo di scoprire quanta strada si fa con una pedalata impostando un rapporto lungo o uno corto (con due biciclette a disposizione) oppure provavamo quanta parte della forza che si imprime ai pedali diventa forza che la ruota posteriore applica alla strada, anche qui confrontando due biciclette con rapporti diversi.
Purtroppo non possiamo mostrare le foto delle persone in attività, perchè non abbiamo chiesto la liberatoria sulle immagini, quindi abbiamo solo immagini di alcune isole di lavoro: è un peccato in particolare non poter mostrare quelle in cui tutti iniziano a esplorare il tema dell'equilibrio tenendo una bacchetta in equilibrio su un dito e camminando qui e là (o magari correndo dietro la bacchetta molto inclinata).


Le due biciclette usate per provare quanta forza viene trasferita alla strada, con una leva in mezzo per accostare quel che accade a un fenomeno più conosciuto: le biciclette si comportano come una leva, di quelle sfavorevoli.


Un peso è attaccato al pedale, con una bilancia, e un cordino con bilancia è attaccato alla ruota: si tratta di tirare il cordino della ruota fino a quando sia la pedivella sia il cordino sono orizzontali e leggere l'indicazione delle due bilance. Scoprendo così che alla ruota c'è sempre una forza minore che ai pedali, e nel caso del rapporto più lungo la forza alla ruota è minore che nel caso del rapporto corto.


Ecco la postazione dove studiare la scia. La filiale italiana della Dyson ci ha prestato due dei suoi avveniristici ventilatori.


Abbiamo provato che ruote triangolari permettono uno scorrimento fluido: certo, non sono i soliti triangoli equilateri, sono triangoli di Reuleaux, usati da qualcuno per realizzare una bicicletta un po' bizzarra (vedi E se la ruota non fosse rotonda?).


Ecco la postazione dedicata all'effetto stroboscopico che si osserva illuminando con una lampada al neon la ruota posteriore della bicicletta su cui sono state attaccate strisce di nastro adesivo di carta (vedi Andare in salita con la ruota che sembra ferma).


lunedì 1 ottobre 2012

Motori da disegno

Fine settimana impegnativo, iniziato venerdì sera con la Notte dei ricercatori e apertura serale gratuita.
In una delle molte aree ferventi di attività abbiamo proposto la costruzione di motori da disegno:


Ecco un paio di esempi di dispositivi



e dei loro disegni



Il cuore pulsante (anzi vibrante) del dispositivo è un motorino elettrico con un eccentrico costituito da un pezzetto di barra di colla a caldo infilato nell'albero motore


Dato che la distribuzione della massa della barretta non è simmetrica, quando il motore ruota viene "sballottato" e questo movimento è trasmesso a tutta la struttura che regge il motore e la batteria.

Per realizzare la struttura abbiamo messo a disposizione bicchieri di carta, piatti usa e getta, cucchiai e forchette di plastica, stecchi di legno, nastro adesivo di carta. Naturalmente almeno una delle zampe/sostegni deve essere un pennarello.


giovedì 27 settembre 2012

Con una bella memoria

Stiamo iniziando a lavorare sul serio al rinnovo del laboratorio dedicato ai materiali, e così ho l'occasione per incontrare in modo più approfondito materiali usuali e di incontrare dal vivo materiali meno usuali. Fili e molle in lega a memoria di forma sono fra questi. Devo ancora giocarci con un po' di impegno, ma per avere un'idea di quel che fanno si può guardare questa puntata di geo

martedì 11 settembre 2012

Tapigami

Un fantastico modo di costruzione, un modulo base con cui si fa molto, e un uso alternativo del nastro adesivo di carta di cui sono grande estimatore. 



L'artista Danny Scheible ha tenuto un workshop al Tinkering Studio: partendo da Tapigami: rolling techniques and the evolution of the craft e scegliendo poi Tapigami nelle tag si vede di tutto.

Il nastro adesivo è stato utilizzato per installazioni artistiche anche in altre occasioni: qui ci sono quelle che ho trovato girellando qui e là, cioè senza una ricerca sistematica.