giovedì 27 settembre 2012
Con una bella memoria
Stiamo iniziando a lavorare sul serio al rinnovo del laboratorio dedicato ai materiali, e così ho l'occasione per incontrare in modo più approfondito materiali usuali e di incontrare dal vivo materiali meno usuali. Fili e molle in lega a memoria di forma sono fra questi. Devo ancora giocarci con un po' di impegno, ma per avere un'idea di quel che fanno si può guardare questa puntata di geo
martedì 11 settembre 2012
Tapigami
Un fantastico modo di costruzione, un modulo base con cui si fa molto, e un uso alternativo del nastro adesivo di carta di cui sono grande estimatore.
L'artista Danny Scheible ha tenuto un workshop al Tinkering Studio: partendo da Tapigami: rolling techniques and the evolution of the craft e scegliendo poi Tapigami nelle tag si vede di tutto.
Il nastro adesivo è stato utilizzato per installazioni artistiche anche in altre occasioni: qui ci sono quelle che ho trovato girellando qui e là, cioè senza una ricerca sistematica.
L'artista Danny Scheible ha tenuto un workshop al Tinkering Studio: partendo da Tapigami: rolling techniques and the evolution of the craft e scegliendo poi Tapigami nelle tag si vede di tutto.
Il nastro adesivo è stato utilizzato per installazioni artistiche anche in altre occasioni: qui ci sono quelle che ho trovato girellando qui e là, cioè senza una ricerca sistematica.
martedì 28 agosto 2012
Hi-low tech
Lenta ripresa post estate.
Ho appena scoperto lo High-Low Tech, un istituto del MIT Media Lab. Ecco la sua dichiarazione di intenti, dalla home page: "High-Low Tech, a research group at the MIT Media Lab, integrates high and low technological materials, processes, and cultures. Our primary aim is to engage diverse audiences in designing and building their own technologies by situating computation in new cultural and material contexts, and by developing tools that democratize engineering. We believe that the future of technology will be largely determined by end-users who will design, build, and hack their own devices, and our goal is to inspire, shape, support, and study these communities. To this end, we explore the intersection of computation, physical materials, manufacturing processes, traditional crafts, and design." Da sottoscrivere parole per parola.
Ecco il resoconto di un workshop tenuto presso il Tinkering Studio dell'Exploratorium di S.Francisco, un luogo che offre senza riserve ispirazione per attività creative.
sabato 4 agosto 2012
Quando si dice "la coincidenza ..."
Ho appena pubblicato il post su Theo Jansen che scarico la posta e ci trovo una newsletter del grande Jearl Walker che parla proprio di Theo Jansen.
Indica un altro bel video sulle creature della spiaggia, le strandbeests
e sulla geometria dei leveraggi che le muovono
Riguardo a questo avevo trovato anch'io un video interessante
Nella pagina http://www.strandbeest.com/beests_leg.php si trova la descrizione veloce di come sono state trovate le misure delle componenti delle gambe che permettono la camminata, facendo lavorare un computer seguendo un metodo "evoluzionistico" (naturalmente vengono indicati i valori delle lunghezze, utili se si vuole riprodurre il meccanismo).
Walker prende spunto dall'uso del vento come forza motrice delle creature per parlare di artisti della kinetic art che usano il vento nelle loro opere: mi hanno colpito quelle di Anthony Howe.
Nel suo sito http://www.howeart.net/ si trovano foto e video (e può capitare di trovare link a altri artisti, p.es. John Lash http://youtu.be/uLjI1t40pL4 , anche se non usa il vento)
giovedì 2 agosto 2012
Le creature di Theo Jansen
Fine dei campus e inizio delle ferie. Nessuna nuova attività di laboratorio ma una persona mi ha fatto scoprire le creature di Theo Jansen, che realizza sculture cinetiche
Qui lo vedete presentare il suo lavoro a TED: Theo Jansen crea nuove creature
Qui lo vedete presentare il suo lavoro a TED: Theo Jansen crea nuove creature
martedì 17 luglio 2012
Back spin per pallina antistress
Siamo arrivati alla fine dei campus, soddisfacenti e un po' faticosi.
Nel ping pong l'istruttore ha dedicato abbastanza tempo agli effetti, il primo dei quali è il backspin: si ottiene "tagliando" la pallina di sotto, e facendola così ruotare nel senso opposto rispetto al suo movimento lineare. Anche l'istruttore di basket aveva messo in evidenza come dare un backspin al pallone quando si tira mirando al tabellone aiuti a far canestro. C'è uno sport in cui il backspin è prepotente: la pétanque, un gioco di bocce francese (qui la voce in italiano su wikipedia e qui la voce moolto più estesa su wikipedia francese, ed ecco un breve pdf con qualche indicazione fisica).
Un po' all'ultimo momento abbiamo pensato di far provare a giocare alla pétanque per sperimentare bene il backspin ma ci siamo impantanati nella scelta delle bocce. Per la pétanque non serve un campo come per il gioco italiano, e si usano bocce diverse, di metallo e cave. Però non siamo riusciti a trovare bocce poco costose, ce ne servivano almeno una ventina, e abbiamo ripiegato su bocce da spiaggia che si sono rivelate deludenti sull'erba. Alla fine abbiamo scoperto che le palline antistress vanno bene, addirittura sul pavimento.
Il backspin fa in modo che quando la boccia tocca terra diminuisca il suo moto orizzontale: può rallentarlo, annullarlo o può succedere addirittura che la pallina torni indietro. La pallina ha pochissimo rimbalzo, quindi non salta troppo in alto dopo il contatto con il pavimento ed è possibile così eseguire dei lanci con una parabola bella alta.
Con i ragazzi ha funzionato bene. All'inizio li abbiamo messi a un paio di metri dal cerchio, e dopo che tutti sono riusciti a piazzare la pallina nel cerchio li abbiamo allontanati un po'. Con i più grandi ho potuto accennare che il moto della pallina ha due, componenti, una orizzontale e una verticale, e quale delle componenti è toccata dal backspin e dal rimbalzo.
Nel ping pong l'istruttore ha dedicato abbastanza tempo agli effetti, il primo dei quali è il backspin: si ottiene "tagliando" la pallina di sotto, e facendola così ruotare nel senso opposto rispetto al suo movimento lineare. Anche l'istruttore di basket aveva messo in evidenza come dare un backspin al pallone quando si tira mirando al tabellone aiuti a far canestro. C'è uno sport in cui il backspin è prepotente: la pétanque, un gioco di bocce francese (qui la voce in italiano su wikipedia e qui la voce moolto più estesa su wikipedia francese, ed ecco un breve pdf con qualche indicazione fisica).
Un po' all'ultimo momento abbiamo pensato di far provare a giocare alla pétanque per sperimentare bene il backspin ma ci siamo impantanati nella scelta delle bocce. Per la pétanque non serve un campo come per il gioco italiano, e si usano bocce diverse, di metallo e cave. Però non siamo riusciti a trovare bocce poco costose, ce ne servivano almeno una ventina, e abbiamo ripiegato su bocce da spiaggia che si sono rivelate deludenti sull'erba. Alla fine abbiamo scoperto che le palline antistress vanno bene, addirittura sul pavimento.
Il gioco è lanciare la pallina dentro un cerchio posato per terra in modo che rimanga dentro il cerchio. Per dare il backspin bisogna lanciarla, come nella pétanque, tenendo la mano con il dorso in alto
Con i ragazzi ha funzionato bene. All'inizio li abbiamo messi a un paio di metri dal cerchio, e dopo che tutti sono riusciti a piazzare la pallina nel cerchio li abbiamo allontanati un po'. Con i più grandi ho potuto accennare che il moto della pallina ha due, componenti, una orizzontale e una verticale, e quale delle componenti è toccata dal backspin e dal rimbalzo.
martedì 3 luglio 2012
Una rampa da pong shot
Siamo assorbiti dallo svolgimento dei campus su scienza e sport.
Per parlare di traiettorie (legandoci al basket) ho proposto ai partecipanti, come faccio da un po' di tempo con studenti e insegnanti, di cimentarsi nel pong shot: consiste nel far entrare in un bicchiere una pallina da ping pong, all'inizio facendole fare almeno un rimbalzo su una superficie orizzontale e poi cercando di fare più rimbalzi. Ci sono innumerevoli video di virtuosi del gioco, eccone un esempio
Per capire meglio quel che serve per effettuare un buon tiro abbiamo aggiunto una seconda attività: costruire una rampa che permetta di mandare sempre la pallina nel bicchiere dopo almeno un rimbalzo. E' possibile così identificare le caratteristiche della traiettoria con elementi fisici della rampa, p.es. l'altezza da cui parte la pallina determina la velocità con cui inizia il volo quando si stacca dalla rampa, l'inclinazione determina l'angolo di incidenza del rimbalzo, il punto in cui è posta la fine della rampa contribuisce a determinare insieme agli altri elementi il punto in cui avviene il rimbalzo, ecc.
Per parlare di traiettorie (legandoci al basket) ho proposto ai partecipanti, come faccio da un po' di tempo con studenti e insegnanti, di cimentarsi nel pong shot: consiste nel far entrare in un bicchiere una pallina da ping pong, all'inizio facendole fare almeno un rimbalzo su una superficie orizzontale e poi cercando di fare più rimbalzi. Ci sono innumerevoli video di virtuosi del gioco, eccone un esempio
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