Questo blog è una specie di diario di lavoro che riporta brevi annotazioni riguardanti quello su cui stiamo lavorando, quel che stiamo preparando, siti e video interessanti che abbiamo trovato, magari cercando altro.
Sto provando un nuovo percorso che faremo nel Lab. Piccoli da settembre. In laboratorio lavoravamo già con gli ingranaggi e realizzavamo meccanismi come questo nella foto.
L'attività funzinava molto bene, ma sentivo che mancava qualcosa. Mi è venuto in mente di trasformare il semplice ingranaggio in un meccanismo musicale. Il primo prototipo è questo qui sotto.
Avevamo già parlato in questo blog di una termoplastica che usiamo nel laboratorio dedicato ai materiali. Diventa malleabile attorno ai 70-75°C e l'abbiamo usata e riusata tante volte: alla lunga si sporca dato che viene lavorata da tante mani ma non sembra che cambi in modo eccessivo le sue proprietà.
Quest'anno ho trovato una termoplastica che diventa malleabile attorno ai 50-55°C. Si chiama Coolmorph e si trova facilmente on line (come la Polymorph). Mi sembra un po' più appiccicosa della precedente, ma forse è solo perchè è stata poco usata, per il resto è del tutto simile alla Polymorph. Per noi è più comoda perchè il bagno termico che usiamo per scaldare il materiale ci mette meno tempo per arrivare alla temperatura giusta e abbiamo quindi sostituito la prima termoplastica con questa.
La scorsa settimana mi sono schiacciato un dito nella portiera dell'auto. Dato che mi faceva male sono andato al pronto soccorso dove hanno visto che c'è una piccola frattura: mi hanno medicato/fasciato il dito e hanno applicato un piccolo tutore per immobilizzarlo. Ecco perchè parlo qui di questa mia personale disavventura: il tutore è una striscetta ritagliata da un foglio di materiale termoplastico.
Hanno messo la striscetta nell'acqua calda di un bagno termostatico e quando è diventata malleabile l'hanno messa sul mio dito sagomandola in modo opportuno. Ovviamente non ho potuto fare a meno di chiedere notizie e raccontare della nostra termoplastica: anche loro usano acqua a 75°C e sanno che a volte realizzano tutori partendo da palline, che è la forma in cui si presenta la termoplastica che usiamo noi quando la comperiamo. Molto gentilmente me ne hanno dato un campione, un pezzetto che dovevano buttare, e ho visto che funziona bene: dato che è un foglietto è possibile scaldarla anche con il getto di aria calda di un soffiatore (embosser).
Insomma, una giornata noiosa e di attesa al pronto soccorso mi ha riservato una interessante sorpresa finale.
Questa fine di anno scolastico ci ha assorbiti completamente e non abbiamo avuto tempo di provare cose nuove. Per staccare un po' abbiamo gustato questa reazione a catena di tema biblico.
In marzo abbiamo dedicato un fine settimana all'alluminio e ai metalli in generale.
Francesco ha realizzato uno strumento musicale in cui si suona avvicinando o allontanando opportunamente la mano da un foglio di alluminio per alimenti: "E' necessaria una buona capacità per costruire un Theremin discreto con Arduino". Io avevo provato a giocare con termocamera, foglio d'alluminio e soffiatore d'aria calda (embosser) senza però trovare un buon effetto e lasciando quindi cadere la cosa. Ieri ho ripreso la questione e ho visto un effetto interessante.
Ho attaccato a una sottile lastra di plastica (policarbonato) una striscia di alluminio per alimenti su una faccia della lastra e una sull'altra faccia, lasciando una striscia libera fra le due.
Ho preso l'embosser (lo reggo con la sinistra), sistemato la termocamera, l'ho collegata al monitor e ho scaldato la parte della lastra opposta alla termocamera.
Quel che accade si vede nel video qui sotto (all'inizio l'immagine è sfocata ma dopo una ventina di secondi tutto si sistema). Come da convenzione tradizionale, il giallo/bianco indica le temperature più alte, il blu quelle più basse.
La striscia con l'alluminio dietro la lastra (cioè verso l'embosser) si scalda rapidamente, sostanzialmente come la striscia libera: l'alluminio trasferisce bene, quindi rapidamente, il calore dell'aria calda alla lastra di plastica . La striscia con l'alluminio davanti alla lastra invece non si scalda quasi per niente: l'idea che mi sono fatto è che l'alluminio dissipi così bene il calore che arriva dalla lastra scaldata dal getto di aria calda da non aumentare la propria temperatura superficiale. Anche insistendo a scaldare proprio in corrispondenza della striscia di alluminio l'immagine non cambia.
L'allumino è un'ottimo conduttore di calore e il foglio per alimenti è molto sottile, non conosco esattamente lo spessore del foglio che ho usato io ma nel web ho trovato che lo spessore standard è 10-20 micron: mi aspettavo che dissipasse bene ma sono rimasto sorpreso ugualmente.
Per la Kids Design Week abbiamo organizzato nella Tinkering Zone un workshop dal titolo:ANIMATOYS - E' possibile ridare vita ad un nuovo giocatolo? Giocare con la tecnologia.
Con l'aiuto di Maximiliano Romero (Physical Computing Laboratorydel Politecnico di Milano | Design
Department) e del gruppo di giovani design "al 29" i 15 visitatori iscritti (insegnanti, studenti universitari, giovani design) hanno lavorato per un giorno e mezzo con l'obbiettivo di dare nuova e diversa vita ad alcuni giocattoli, in particolare a dei pupazzi, mediante l'uso della famosa scheda Arduino.
Per facilitare il compito tutti hanno lavorato sullo stesso pupazzo : una simpatica e chiassosa paperetta:
anche i partecipanti hanno aperto, smontato e analizzato l'interno della paperella pupazzo.
Il passo successivo è stato la conoscenza del sistema Arduino: una breve infarinatura ma sufficiente per iniziare a programmare motori e lettori di mp3.
Fatti questi passi
(necessari per iniziare a lavorare) ci si è rivolta alla fase più
creativa: costruire un nuovo pupazzo che facesse cose differenti. Il
gruppo ha deciso di realizzare una band di musicisti.
Una veloce segnalazione di un origami a forma di ciambella dalle proprietà interessanti: quando viene schiacciato il buco centrale mantiene la stessa dimensione, proteggendo così quel che vi possiamo mettere.
Una delle proposte che il museo dedica agli insegnanti è il laboratorio aperto,
due ore in cui proponiamo idee ed attività attinenti ad argomenti curricolari, che proviamo e discutiamo con gli insegnanti che ci vengono a trovare.
In questi giorni abbiamo proposto un laboratorio aperto per gli insegnanti delle primarie in cui abbiamo provato un po' di circuiti elettrici.
I circuiti elettrici sono un po' dappertutto e alcuni abbastanza semplici sono spesso in apparecchi di uso quotidiano, come anche in alcuni giochi...
Con le nostre insegnanti abbiamo elencato oggetti di uso quotidiano che contengano un circuito elettrico e abbiamo provato a descriverlo:
com'è fatto un circuito elettrico?
proviamo a riconoscerlo...
abbiamo provato a utilizzarlo ricostruendo un gioco o un qualcosa di familiare tra gli oggetti elencati in partenza
Questi i risultati finali:
una lampada
ed un paio di sapientino
MATERIALI
per chi volesse reperire il materiale che abbiamo utilizzato in questo laboratorio aperto
la maggior parte proviene da vecchi giocattoli o è stato acquistato presso opitec o RS,
la gomma crepla l'abbiamo trovata solo presso un fornitore inglese