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venerdì 7 ottobre 2011

Elettricità

Durante l'open day del museo, il 24 settembre, abbiamo proposto anche un laboratorio intitolato "Elettricità fai da te", che si basa su una attività che abbiamo svolto in alcune classi presso le rispettive scuole, come completamento di un corso per insegnanti, arricchita dalle idee di una delle attività dell'Exploratorium di San Francisco: The Tinkering Studio 



Nell'attività che svolgiamo nelle classi usiamo dei generatori elettrici manuali: sono delle torce elettriche che si possono caricare con una dinamo azionata da una manovella. Sono interessanti perchè hanno una presa per la carica dei cellulari, ed è una presa USB, quindi uno standard diffusissimo. 

La presa USB ha quattro fili: i due più esterni servono per l'alimentazione elettrica (sono uno rosso (alla polarità positiva) e uno nero (polarità negativa, secondo le regole standard)) mentre i due più interni sono per la trasmissione dei dati. Ci sono molti accessori, alcuni decisamente demenziali, da attaccare alla presa USB di un computer: dal ventilatore alla luce. Il computer fornisce 5V: quando gli attacchiamo uno degli accessori lo usiamo semplicemente come una grossa batteria ricaricabile.

Noi distribuiamo le torce/generatori, una presa multipla USB che viene collegata al generatore e quattro dispositivi che funzionano a corrente, scelti fra gli accessori per computer con spina USB: due luci a LED, un ventilatore, un aspirapolvere (dovrebbe servire a pulire la tastiera, mah...). Invitiamo i partecipanti a inserire gli apparati uno per volta nella presa multipla mentre una persona sta girando la manovella del generatore: chi gira la manovella sente chiaramente che man mano che si aggiungono utilizzatori bisogna girare con forza maggiore, e che alcuni utilizzatoti richiedono più forza degli altri (i motori sono più faticosi delle luci). 

In "Elettricità fai da te" abbiamo allargato il campo di esplorazione, chiedendo di  collegare fra loro un generatore (mettevamo a disposizione anche batterie piatte da 4,5V) e utilizzatori vari, in modo che funzionassero. Abbiamo aggiunto agli accessori per computer alcuni motorini elettrici recuperati da giochi, LED (ricordate: il filo più lungo va al +), cicalini, lampadine, lucine da albero di Natale. Per i collegamenti c'erano cavetti con morsetti a coccodrillo, cavetti con spina USB da una parte e morsetti a coccodrillo dall'altra, cavetti USB di prolunga, cavo elettrico. Volendo esagerare, c'erano anche interruttori telegrafici e da impianto elettrico casalingo o quasi (tutto il lavoro di preparazione dei cavetti e delle lucine di Natale, con centinaia di saldature, è stato generosamente affidato a Francesco, che ha anche recuperato motorini ecc, e ha condotto per ore l'attività).

Il tutto funziona e interessa i visitatori, quindi ci dobbiamo lavorare per renderlo una attività standard del museo: in particolare dobbiamo semplificare i cavetti di collegamento e preparare qualche supporto comodo per gli utilizzatori. 

Francesco progetta e realizza qualunque cosa gli si chieda. Serve un braccio che massaggi automaticamente la testa? che problema c'è - serve un letto che ti costringa ad alzarti dopo il suono della sveglia? eccolo qui  
Francesco ha realizzato dispositivi che si infilano nella presa USB del computer usando sia una basetta per i circuiti elettronici sia, molto più interessante, un pezzetto di polionda (il polionda è un foglio di plastica con due superfici unite fra loro da una serie di canali, e appare simile ai cartoni per pizza, che hanno l'ondulato fra le superfici) 







alle insegnanti di scuola primaria segnalo il ricco blog di Cristina Sperlari "il piccolo Friedrich"