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martedì 11 giugno 2013

Exhibit estate: Micromondi

Per l'estate stiamo preparando un exhibit/installazione in cui i visitatori potranno guardare attraverso lenti, stereoscopi e microscopi per scoprire le cose da moooolto vicino.

Ecco qui alcune foto che abbiamo fatto.

Per alcune abbiamo usato uno stereoscopio Intel Play, che è facile da usare, ha tre tipi di ingrandimenti (10x, 60x e 200x) e si attacca al PC con un semplice cavetto usb. Il programma per visualizzare le immagini sullo schermo si installa da CD o si scarica in rete e consente di fare foto e anche piccoli filmati.

Il vantaggio dello stereoscopio è che le cose si vedono tridimensionali e non bisogna preparare alcun vetrino.



Mentre per l'ingrandimento 10x si può direttamente appoggiare la lente dello stereoscopio su una superficie, ad es. la manica del maglione, la pelle del braccio, la superficie di un giornale o quella di un biscotto, per gli ingrandimenti maggiori conviene posizionare lo strumetno sulla sua base, altrimenti i movimenti non consentono di mettere bene a fuoco gli oggetti.
In ogni caso bisogna ricordarsi di avere abbastanza luce per guardare l'oggetto in questione.

Biscotto - stereoscopio ingrandimento 10x


Punta di matita - stereoscopio ingrandimento 10x


Abbiamo poi fatto delle foto con dei microscopi ottici con possibilità di ingrandimento 40x, 100x e 400x. In questo caso si perde in tridimensionalità, ma si guadagna in meravigliosi dettagli.



Ecco alcuni risultati interessanti:

Foglia di zucchina - microscopio ottico ingrandimento 100x

Foglia di trifoglio- microscopio ottico ingrandimento 40x


Fotografia su giornale stampato (si vede il retino dei singoli colori primi - a occhio nudo queste sezioni apparivano uniformemente azzurre e grigie) - microscopio ottico ingrandimento 40x

Petalo di fiore - microscopio ottico ingrandimento 100x

Petalo di fiore - microscopio ottico ingrandimento 400x

Tessuto - microscopio ottico ingrandimento 100x

Velcro (si vedono i gancini) - microscopio ottico ingrandimento 40x

Polvere - microscopio ottico ingrandimento 100x

venerdì 13 aprile 2012

Se la lampada è giusta anche l'ombra lo è, soprattutto quella cinese

Prima di dedicarci a tempo pieno al salvataggio delle uova (e qui) abbiamo iniziato a  lavorare allo sviluppo di una attività per bambini che utilizza le ombre cinesi e ci siamo scontrati con la scelta della fonte luminosa. 
Molti siti riportano esperienze di ombre cinesi in classe, ma realizzano una proiezione tradizionale, con la lampada da una parte dello schermo e gli spettatori dall'altra: lo schermo è piccolo, lavorano normalmente con le sagome molto vicine allo schermo, e utilizzano normali lampade da tavolo. 
    
Noi vogliamo invece proiettare le ombre sul muro, mettendo i bambini fra la lampada e lo schermo, per gestire meglio lo spazio e poter spostare le sagome più vicino o lontano dalla luce vedendo bene il cambiamento di dimensione delle ombre. Ci serve un quadro luminoso piuttosto grande e ho pensato di utilizzare come fonte di luce un proiettore di diapositive: in laboratorio ne ho più di uno e ormai non hanno più la loro funzione originale. Lo abbiamo provato ed effettivamente la luce è intensa e si ottiene un quadro luminoso bello grande. 


Ma il problema è la qualità dell'ombra. Una sagoma proietta un'ombra con bordi netti, ben definita, solo ponendola vicino allo schermo: quando la si sposta verso il proiettore la sua ombra diventa rapidamente meno definita, con il bordo molto sfumato, ed è difficile il confronto delle dimensioni di ombre di oggetti uguali posti a distanze diverse. 
Tenendo il proiettore il più possibile distante dal muro le cose migliorano: vicino al muro/schermo c'è la possibilità di allontanare/avvicinare le sagome ottenendo ombre abbastanza ben definite, ma non c'è comunque molto spazio utile e se pensiamo a un gruppo di bambini sarebbe meglio averne di più. 

Abbiamo tolto l'obiettivo del proiettore per vedere se si comporta come un semplice faro, ma non lo fa: in effetti abbiamo visto che anche prima della diapositiva c'è un blocco di ottiche che serve a illuminare in modo omogeneo la diapositiva senza che venga messo a fuoco il filamento della lampada e queste ottiche intervengono sulla forma del fascio che non è più quello che si propaga da una lampadina quasi puntiforme. 


Nel blocco ottico c'è anche una lastrina a facce piane che dovrebbe assorbire una parte degli infrarossi emessi dalla lampada, per evitare che il calore radiante deformi la diapositiva: abbiamo provato a metterla fra un telecomando acceso e la fotocamera di un cellulare e abbiamo visto che scherma davvero gli infrarossi del telecomando. La lastrina ha facce piane perpendicolari alla direzione del fascio luminoso e non influisce sulla sua forma. 


Oltre alla lastrina ci sono due lenti, una mooolto convessa.  Abbiamo provato a toglierle entrambe, a toglierne una sola (prima l'una e poi l'altra) senza ottenere il fascio luminoso voluto. Quando le togliamo entrambe restiamo con la sola lampadina (che comunque ha da una parte un riflettore concavo): però dovremmo togliere la lampadina dall'alloggiamento altrimenti passa davvero poca luce attraverso il foro dove si trova generalmente l'obiettivo: ma non possiamo pensare di lasciare una lampadina luminosissima, calda e fragile alla portata delle manine curiose dei bambini (nè di chiunque altro). 

Allora, dopo lunghi e approfonditi studi di ottica :-), abbiamo provato a cambiare posto alle lenti. 


Usando solo la lente convessissima e mettendola al posto dell'altra lente abbiamo ottenuto un fascio luminoso non troppo grande ma intenso e capace di generare ombre ben definite per sagome poste a diverse distanze dal proiettore. Bene, ci siamo.